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Sito in inglese per studio legale: quando serve e come farlo
· 4 minuti di lettura
Un sito in inglese per studio legale serve quando una parte delle persone che vi cercano non parla italiano, o lo parla poco: stranieri che vivono in Italia, persone che hanno beni o famiglia qui, aziende estere con interessi nella vostra zona. Per loro trovare un sito in inglese è spesso il segnale che possono rivolgersi a voi senza difficoltà.
Non serve tradurre tutto, e non serve farlo subito. Serve capire se c'è davvero bisogno, e poi farlo bene, con pagine curate quanto quelle in italiano.
Vediamo quando conviene, quali pagine tradurre per prime e come scrivere testi che funzionino in un'altra lingua.
Quando serve un sito in inglese per studio legale
Ha senso pensarci se ti riconosci in una di queste situazioni:
- ricevi già richieste in inglese, per email o per telefono;
- qualcuno nello studio parla bene un'altra lingua e può davvero seguire una persona in quella lingua;
- vi occupate di materie che riguardano spesso persone straniere: per esempio successioni con beni in Italia, compravendite di immobili, questioni di famiglia tra Paesi diversi, contratti con l'estero;
- lo studio si trova in una zona con molti residenti stranieri o con molti visitatori.
Se nessuno nello studio può seguire un cliente in inglese, il sito in inglese crea un'aspettativa che poi non si mantiene. In quel caso meglio non farlo, oppure scrivere chiaramente in quale lingua si svolgono i colloqui.
Vale anche per altre lingue, come il tedesco, il francese o lo spagnolo: la domanda è sempre la stessa, cioè chi vi cerca e chi può rispondere.
Quali pagine tradurre per prime
Non serve tradurre ogni pagina dal primo giorno. Si comincia dall'essenziale:
- La home, con chi siete, dove siete e di cosa vi occupate.
- Le aree di attività che interessano davvero chi scrive in inglese, non per forza tutte.
- I profili degli avvocati che parlano la lingua, con l'indicazione chiara delle lingue parlate.
- I contatti, con orari, indirizzo e come chiedere un appuntamento.
- Privacy e cookie, anche nella seconda lingua, perché chi lascia i suoi dati deve poter capire come vengono trattati.
Gli articoli di approfondimento possono restare in italiano, oppure si traducono solo quelli pensati per un pubblico straniero.
Ogni pagina in inglese deve avere la sua corrispondente in italiano, e un selettore della lingua ben visibile in alto permette di passare dall'una all'altra senza perdersi.
Come scrivere i testi
Un testo tradotto parola per parola da un traduttore automatico si riconosce subito, e in un sito legale rischia di dire cose imprecise. Qualche indicazione:
- Fai scrivere o rivedere i testi da chi conosce bene la lingua e, se possibile, anche il linguaggio giuridico.
- Spiega i concetti, non solo le parole. Molti istituti italiani non hanno un equivalente esatto in altri ordinamenti. Meglio una frase che spiega cosa significa che un termine tradotto alla lettera.
- Mantieni lo stesso tono sobrio: le regole sull'informazione degli avvocati valgono qualunque sia la lingua del testo. Niente promesse, niente confronti, niente toni da offerta, anche se in altri Paesi lo stile della comunicazione può essere diverso.
- Usa frasi semplici. Chi legge in inglese può non essere madrelingua: frasi corte aiutano tutti.
- Indica le lingue dei colloqui, così nessuno arriva aspettandosi una lingua che non è prevista.
Prima di pubblicare, fai rileggere le pagine tradotte a qualcuno che parla quella lingua e non conosce lo studio: se capisce chi siete, di cosa vi occupate e come contattarvi, le pagine fanno il loro lavoro.
Farsi trovare in un'altra lingua
Chi cerca un avvocato in Italia scrivendo in inglese usa parole diverse da quelle italiane. Perché le pagine in inglese rispondano a quelle ricerche, devono essere pagine vere, ciascuna con il suo titolo e la sua descrizione nella seconda lingua, e non una traduzione automatica che compare sopra il sito italiano. Il sito deve anche indicare a Google quale pagina corrisponde a quale lingua: è un passaggio tecnico che cura chi costruisce il sito.
Nessuno può dire in anticipo quante persone arriveranno dalle pagine in inglese. Si può però fare in modo che chi le trova capisca subito di essere nel posto giusto.
Anche nella scheda Google dello studio puoi indicare, nella descrizione, le lingue in cui ricevete, con le stesse parole che usi sul sito.
Domande frequenti
Basta un traduttore automatico?
Può aiutare chi legge a capire il senso di una pagina, ma non è un sito in inglese. Per un sito legale servono testi scritti o rivisti da una persona competente.
Quanto costa aggiungere l'inglese?
Dipende da quante pagine vuoi tradurre e da chi scrive i testi nella seconda lingua. Ogni pagina in più è lavoro in più: se ne parla nel preventivo, voce per voce.
Posso aggiungere l'inglese più avanti?
Sì. Si può partire con il sito in italiano e aggiungere la seconda lingua quando serve, a patto che la struttura lo preveda. Conviene dirlo fin dall'inizio a chi costruisce il sito.
Per concludere
Un sito in inglese ha senso quando qualcuno nello studio può davvero seguire chi lo legge. Se vuoi un'idea del costo di un sito per il tuo studio, il preventivo istantaneo qui sopra, in tre domande, mostra una cifra indicativa; per la seconda lingua la cifra esatta arriva nel preventivo.