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Pubblicità informativa dell'avvocato: regole per il sito

· 4 minuti di lettura

La pubblicità informativa dell'avvocato è l'insieme delle informazioni che uno studio può dare sulla propria attività: chi è, di cosa si occupa, dove riceve. La parola «informativa» è importante: non si tratta di convincere qualcuno a scegliere lo studio, ma di far conoscere ciò che lo studio fa.

Un sito web è uno dei luoghi dove queste regole contano di più, perché resta online e lo legge chiunque. Per questo conviene avere chiaro il quadro prima di scrivere i testi.

Una precisazione: qui non diamo un parere deontologico. Raccogliamo i principi generali che si ritrovano nelle regole e mostriamo come tradurli in un sito. Il testo preciso e aggiornato è nel codice deontologico forense e nelle norme sull'ordinamento della professione, e per ogni dubbio il tuo Ordine è il riferimento giusto.

I principi della pubblicità informativa dell'avvocato, in parole semplici

Le regole sull'informazione, in generale, chiedono che sia:

  • vera e verificabile: titoli, percorso, sede e materie devono essere quelli reali, e dimostrabili;
  • corretta e trasparente: non deve ingannare né creare aspettative sbagliate;
  • sobria e rispettosa del decoro della professione: niente slogan e niente toni da vendita;
  • non comparativa: nessun confronto con altri studi o colleghi;
  • senza promesse di risultato: nessuna garanzia, nessun riferimento a esiti ottenuti;
  • attenta alla riservatezza: molta cautela sui riferimenti a clienti e a pratiche.

Sono principi che stanno insieme. Una frase che promette un risultato è anche poco trasparente, e un confronto con altri studi è anche poco sobrio. Se un testo rispetta lo spirito delle regole, di solito le rispetta tutte.

Online conta ancora di più. Un testo sul web resta, si copia e si ritrova dopo anni, e una frase scritta di getto in una pagina o in un annuncio può restare visibile a chiunque per molto tempo. Per questo conviene scrivere con più calma di quanto faresti a voce, rileggendo ogni frase come se dovessi spiegarla a qualcuno.

Cosa può contenere un sito

Un sito può, in generale, contenere informazioni utili a chi cerca e coerenti con i principi sopra. Ecco alcune voci tipiche:

  1. Il nome dello studio e i recapiti: indirizzo, telefono, orari di ricevimento.
  2. I profili degli avvocati: percorso di studi, iscrizione, materie di cui si occupano, lingue parlate.
  3. Le aree di attività, descritte in modo informativo.
  4. Come si prende un appuntamento e come si svolge il primo colloquio.
  5. Articoli di approfondimento a carattere generale.
  6. I dati identificativi richiesti a chi esercita online, come l'Ordine di iscrizione e la partita IVA. L'elenco completo si verifica con attenzione.

Non servono elenchi infiniti. Meglio poche informazioni giuste e vere che molte approssimative.

Dal principio alla pagina: una lista di controllo

Prima di pubblicare un testo, rileggilo con queste domande. Funziona per il sito e per qualunque altro canale.

  1. È vero? Posso dimostrarlo, se me lo chiedono?
  2. Ci sono aggettivi in gara? Cerca parole come «migliore», «leader», «il più esperto».
  3. Ci sono verbi di promessa? Cerca «garantiamo», «otterremo», «vinceremo».
  4. C'è un confronto, anche nascosto? Per esempio «a differenza di altri studi».
  5. C'è un tono da offerta? Sconti, promozioni, scadenze, inviti a «approfittare».
  6. Compaiono clienti o pratiche riconoscibili? Anche solo un dettaglio che permetta di capire chi sono.
  7. Una seconda persona l'ha letto? Un collega o il tuo Ordine, se hai dubbi.

La lista serve a trovare i punti da correggere, non a dare un via libera. La responsabilità di ciò che si pubblica resta dello studio.

Domande frequenti

Posso mettere sul sito le cause vinte o gli esiti delle pratiche?

È un terreno su cui conviene essere molto prudenti. In generale si evita di citare esiti e clienti, e le regole chiedono attenzione alla riservatezza. Per il tuo caso, chiedi al tuo Ordine prima di pubblicare.

Valgono le stesse regole per i social e per le inserzioni?

Sì. Le regole riguardano l'informazione sull'attività professionale, qualunque sia il mezzo con cui la si diffonde. Un testo che non va bene sul sito non va bene neppure in un post o in un annuncio.

Chi controlla che il sito sia a posto?

La responsabilità di ciò che si pubblica è dell'avvocato. Chi costruisce il sito può aiutare a scrivere testi chiari e sobri, ma il controllo finale è dello studio, e per i dubbi sull'applicazione delle regole il riferimento è l'Ordine.

Per concludere

Un sito rispettoso delle regole non è un sito povero: è un sito che dice cose vere, con parole semplici. Se vuoi sapere quanto costerebbe un sito per il tuo studio, il preventivo istantaneo qui sopra, in tre domande, mostra una cifra indicativa.

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