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Sito web per avvocati: le pagine che servono davvero
· 4 minuti di lettura
Un sito web per avvocati ha un compito semplice: far capire in pochi secondi chi siete, di cosa vi occupate, dove siete e come contattarvi. Non deve convincere con gli slogan e non deve raccontare tutto. Deve dare informazioni vere, in modo chiaro e sobrio.
Chi ha un problema e cerca un avvocato apre Google, legge due o tre siti e chiama lo studio che gli sembra più chiaro. Il sito è spesso il primo contatto, prima ancora della telefonata. Per questo vale la pena farlo con cura, anche se è piccolo.
Qui trovi le pagine che servono, cosa deve vedere subito chi arriva e cosa conviene evitare per restare nel tono giusto.
Le pagine che servono
Non ne servono tante. Servono quelle giuste, e ognuna con un compito preciso.
- La home: chi siete in due righe, le aree di attività, un modo evidente per contattarvi.
- Le aree di attività: una pagina per ogni materia di cui vi occupate, con spiegazioni in parole comprensibili.
- Gli avvocati: un profilo per ciascuno, con formazione, materie e recapiti.
- Lo studio: la sede, come lavorate, come si prende un primo appuntamento.
- I contatti: telefono, indirizzo, orari, mappa e un modulo semplice.
- Le informazioni legali del sito: privacy, cookie e i dati identificativi dello studio.
Poi, se avete tempo di curarli, ci sono gli articoli di approfondimento. Sono utili, ma non sono la prima cosa da fare.
Per cominciare si può anche partire da una pagina sola, ben fatta, con studio, aree e contatti. Uno studio con più materie e più avvocati ha bisogno di una pagina per ogni area e di un profilo per ciascuno. Si può partire piccoli e allargare dopo: l'importante è che quello che c'è sia chiaro e vero.
Sito web per avvocati: cosa deve vedere subito chi arriva
Chi apre la pagina deve trovare, senza scorrere e senza cercare:
- il nome dello studio e la città;
- le materie di cui vi occupate;
- il telefono, che si chiama con un tocco;
- un modo per scrivere o chiedere un appuntamento;
- l'indirizzo, con la mappa a un clic di distanza.
Poi c'è il telefono. Chi cerca un avvocato lo fa spesso dallo smartphone, a volte in un momento difficile. Il sito deve aprirsi in fretta, avere testi leggibili senza ingrandire, pulsanti abbastanza grandi da toccare e nessuna finestra che copra il testo. Le foto troppo pesanti rallentano la pagina, e una pagina lenta si abbandona.
C'è infine la parte che riguarda Google. Chi cerca scrive la materia e la città: «avvocato separazioni» più il nome del posto. Perché il sito risponda a quelle ricerche, conviene avere pagine che dicano esplicitamente di cosa ci si occupa e dove, con titoli chiari e testi scritti per lo studio, non copiati altrove. Aiuta anche collegare il sito alla scheda Google dello studio, con gli stessi dati in entrambi i posti. Nessuno può garantire una posizione nei risultati: si può solo rendere il sito chiaro e coerente.
Cosa evitare
Un sito di uno studio legale ha un tono diverso da quello di un negozio. Le regole sull'informazione degli avvocati chiedono sobrietà, ed è anche quello che chi cerca si aspetta. In pratica, evita:
- le promesse di risultato, in qualunque forma: «vinciamo le cause», «tutela garantita»;
- i confronti con altri studi o colleghi, anche impliciti;
- i toni da offerta: sconti, promozioni, scadenze, inviti a «approfittare»;
- i nomi dei clienti e i riferimenti a pratiche concrete;
- gli aggettivi che si danno da soli, come «il migliore» o «il più esperto»;
- le informazioni non aggiornate: avvocati che non lavorano più nello studio, indirizzi vecchi, orari cambiati;
- le foto che non c'entrano: meglio un'immagine vera dello studio di una bilancia di repertorio.
Il testo preciso delle regole lo trovi nel codice deontologico e presso il tuo Ordine. Qui indichiamo solo la direzione: informazioni vere, chiare, senza vendere.
Domande frequenti
Una sola pagina può bastare?
Per uno studio che comincia o che ha poche materie, sì. Una pagina con studio, aree e contatti, ben scritta, è meglio di un sito di dieci pagine fatto di testi vuoti. Quando crescono materie e avvocati, si aggiungono le pagine.
Chi scrive i testi?
Meglio scriverli insieme. Le informazioni su di voi, sulle materie e sul modo di lavorare le conosci tu; chi costruisce il sito aiuta a organizzarle, a usare parole semplici e a tenere il tono sobrio. Il controllo finale su cosa si pubblica resta dello studio.
Il sito va aggiornato?
Sì, ogni volta che cambia qualcosa di concreto: un avvocato che arriva o che se ne va, un indirizzo, un orario. Un sito con informazioni sbagliate fa più danni di un sito con poche informazioni.
Per concludere
Un sito chiaro, sobrio e facile da usare dal telefono vale più di un sito ricco di effetti. Se vuoi un'idea del costo per il tuo studio, il preventivo istantaneo qui sopra, in tre domande, mostra una cifra indicativa.